La “flotta della legalità” protagonista della Barcolana 57

Premio Fair Play alle 8 barche a vela simbolo inclusione e legalità: 500 persone con disabilità imbarcate tra Trieste, Ancona e Brindisi

di Agatino Catania Coordinatore della “flotta della legalità” e Delegato regionale LNI Sicilia orientale

La Lega Navale Italiana è stata premiata a Trieste con il Trofeo Fair Play della Barcolana. Il riconoscimento è stato assegnato alle 8 “barche della legalità” che hanno partecipato all’edizione 2025 della “regata più grande del mondo” portando in mare 250 persone con disabilità di 12 associazioni del territorio giuliano e complessivamente 500 considerando le tappe di avvicinamento di Brindisi e Ancona.

«Ringrazio il Presidente Mitja Gialuz e l’organizzazione di Barcolana per averci accolto e per aver voluto assegnare questo prestigioso riconoscimento alla “flotta della legalità” della Lega Navale Italiana – ha affermato il Presidente Marzano –. Abbiamo portato un messaggio di legalità e di inclusione nell’evento più “internazionale-popolare” della vela, ovvero aperto a tanti velisti professionisti e non, assolutamente in linea con gli ideali della LNI di un mare e di una nautica accessibili a tutti. Un ringraziamento particolare – ha concluso il Presidente della LNI – va al coordinatore delle “barche della legalità” Agatino Catania, al delegato per il Triveneto Pierpaolo Scubini e alla Sezione di Trieste».

La Barcolana 2025 ha registrato la partecipazione delle imbarcazioni della Lega Navale Italiana che, pur non essendo una novità, in questa 57a edizione è da considerarsi un evento speciale perché, nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Mare di Legalità”, ben otto “barche della legalità”, provenienti da otto diverse strutture periferiche della LNI, hanno raggiunto Trieste per svolgere le attività istituzionali ponendo in modo specifico il focus sulla inclusione per un mare davvero senza barriere di ordine fisico, sociale ed economico.

Le imbarcazioni della legalità coinvolte nella “missione Barcolana 2025” sono state: “Lion” proveniente dalla Sezione di Sant’Agata di Militello (ME) ed intitolata al sindacalista Placido Rizzotto, “Blue Angel” della Sezione di Messina ed intitolata all’avvocato Nino d’Uva, “Lady Marianna” della Sezione di Riposto (CT) dedicata in memoria della giudice Francesca Morvillo ed agli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, “Eva I” della Sezione di Reggio Calabria ed intitolata all’Ufficiale delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera Natale De Grazia, “Ezio” della Sezione di Locri (RC), dedicata al politico Francesco Fortugno, “Francesco” proveniente dalla Sezione di Matera Magna Grecia ed intitolata al Capitano dei Carabinieri Emanuele Basile, “Helena” proveniente dalla Sezione di Rodi Garganico (FG) dedicata in memoria della piccola Stella Costa, vittima innocente della criminalità, ed in ultimo “Anassa” della Sezione di Ortona (CH) dedicata al giuslavorista Marco Biagi.

Le attività di coordinamento e di preparazione della progettualità hanno avuto inizio ben in anticipo alla schedulata partenza del 21 settembre scorso, data in cui l’imbarcazione LNI più lontana, ha mollato gli ormeggi da Capo D’Orlando (ME) per affrontare ben 720 miglia per raggiungere Trieste ed in questa sua lunga navigazione unirsi, man mano, alle altre imbarcazioni sino a raggiungere la formazione completa nel porto di Ortona per poi, in formazione completa, dirigere verso Ancona e quindi Trieste. Nella pianificazione, ma soprattutto nel cuore di ciascun membro degli equipaggi che si sono alternati nella impegnativa navigazione costiera e di altura, vi era certamente l’obiettivo di arrivare alla data prevista a Trieste per partecipare alle attività socio solidali programmate dal dinamico delegato LNI del Triveneto, alle attività veliche ed alla regata più partecipata al mondo ma, ancor più, conquistare quella medaglia di solidarietà che appaga l’impegno diuturno dei soci della Lega Navale nell’impiego delle barche della legalità a favore dei soggetti fragili per godere della bellezza e delle emozioni che il mare sa donare.

La navigazione nel Mar Adriatico, talvolta particolarmente impegnativa, ha previsto la sosta nei porti di Tricase, Brindisi, Ancona ed ovviamente Trieste ove, grazie al prezioso supporto degli amici delegati regionali e di ciascun presidente della sezione LNI ospitante, è stato possibile svolgere iniziative locali tese appunto a consentire ai soggetti fragili imbarcati di assaporare l’esperienza del mare, ma anche di incontrare Istituzioni civili e militari, Amministrazioni locali, Associazioni e Scuole per trattare i temi di legalità e dei giovani, enfatizzando il sacrificio supremo di ciascuna vittima a cui è stata intitolata la singola imbarcazione della LNI affinché la loro storia ed il servizio reso allo Stato non cadano nell’oblio, soprattutto nei più giovani. Nel complesso oltre 500 soggetti fragili, di varia età e con diverse patologie, hanno partecipato alle uscite in mare, colmi dell’affetto e dell’attenzione delle donne e degli uomini della Lega Navale.

Le emozioni intense, a noi ben note, si rinnovano sempre nel vedere quanti, seppur in grave difficoltà, riescono a vivere il mare e quindi ci si alterna dall’ospitare un ragazzino che pur manifestando una iniziale paura recondita di affondare con la barca e che invece dopo l’uscita in mare, con le dovute spiegazioni, sbarca felice di aver vinto questo suo recondito timore, al giovane affetto da sindrome di Down che, carezzato dal docile vento, affronta la sua navigazione a vela ammorbidendo i suoi lineamenti del volto sprigionando un sorriso senza pari, all’adulto tetraplegico che nonostante la sua vita in carrozzina riesce a condurre al timone una imbarcazione di oltre 14 mt. Esempi questi che, unitamente a centinaia di altre esperienze, rappresentano lo straordinario beneficio della navigazione a vela inclusiva.

Il 12 ottobre gli equipaggi della LNI, con grande emozione e già di buon mattino, hanno preparato le imbarcazioni e con a bordo alcuni studenti di istituti nautici si sono presentati nel campo di regata, gremito da ben 1872 barche registrate e ben preparate per affrontare la prestigiosa competizione velica. Ovviamente, le imbarcazioni della legalità LNI, tipicamente con armo velico da crociera e per nulla attrezzate per una competizione di tale rango, non potevano certamente ambire a posizioni di rilievo nella classifica overall, anche per il poco vento che Eolo ha voluto concederci, ma nonostante tutto è stato un privilegio per tutti noi completare, con un buon piazzamento la gara, ma soprattutto registrare gli occhi incuriositi di quanti, nei momenti di bonaccia, chiedevano di chi fosse quell’immagine posta in ciascuna randa e perché così numerosi eravamo proprio lì a Trieste.

Al termine della grande festa Barcolana e con il cuore pieno di emozioni abbiamo affrontato il viaggio di ritorno percorrendo le lunghe miglia che da Trieste distanziavano da ciascuna locazione di partenza. Il 21 ottobre 2025 tutti rientrati in ogni sede di partenza chiudendo così, dopo un mese esatto di navigazione e di attività socio-solidale e sportiva, la nostra 57a Barcolana. Missione completata con successo ed obiettivi raggiunti, i messaggi di legalità e di cultura marinaresca sono stati ben distribuiti sul territorio e l’attività di inclusione svolta e che ha donato tanta luce negli occhi dei nostri ospiti speciali a bordo di ciascuna imbarcazione, ha davvero rappresentato il premio ex equo aggiudicato a ciascuno di noi. Quale coordinatore del “progetto Barcolana” esprimo con fierezza il mio “Bravo Zulu” (ben fatto) a tutti gli equipaggi che, seppur impegnati in otto diverse imbarcazioni, hanno saputo esprimere al meglio le qualità di un unico solido e coeso equipaggio. Buon vento a noi per le prossime iniziative all’orizzonte!

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